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Secondo i risultati della ricerca, effettuata insieme all'università di California a
San Francisco e al Western General Hospital di Edinburgo, il ceppo di prioni che ha
scatenato "mucca pazza" è lo stesso della malattia umana. L'agente patogeno ha
saltato la barriera tra specie, come ha dimostrato una lunga sperimentazione con topi
transgenici e le due malattie, quindi, sarebbero intercambiabili.
Alla base delle due patologie, ci sono proprio i prioni, una forma anomala delle
proteine che si trovano normalmente nelle cellule dei tessuti del cervello(pare svolgano
un importante ruolo contro i radicali liberi,responsabili dell'invecchiamento cellulare.
Una ricerca ha dimostrato che anche metalli come il rame siano responsabili
dell'alterazione strutturale del prione normale(PrPc--->PrPSc).Quindi anche l'effetto
dell'accumulo del rame nelle cellule cerebrali può scatenare un'encefalopatia
spongiforme).
I prioni anomali inducono un cambiamento conformazionale dei prioni normali,meccanismo
a cascata che ha lo stesso effetto di una vera e propria moltiplicazione dell'agente
scatenante,cosa che in realtà non avviene,dato che non possiedono acido nucleico(che è
alla base della moltiplicazione di tutti i sistemi biologici).Quindi riescono ad alterare
le proteine normali, modificandone la struttura. La mutazione provoca la lenta ma
inesorabile distruzione del tessuto cerebrale,con l'intervento delle cellule riparatrici
del tessuto nervoso che sono le Cellule Gliali(che significa "colla")le quali
determinano la formazione di lacune in cui non vi sarà più la possibilità di
inserimento,se possibile,di nuovi neuroni(possibilità reale,viste le recenti scoperte
circa la presenza di cellule indifferenziate e quindi potenzialmente "nuovi
neuroni" presenti anche nel tessuto cerebrale).Da ciò deriva il tipico aspetto
stellato del tessuto colpito da Encefalopatia Spongiforme,che deve il suo nome proprio al
fatto che si trasforma a poco a poco in una sorta di spugna.
Le encefalopatie spongiformi sono
mortali
. Non c'è via di scampo,purtroppo. Per ora le
sole armi a nostra disposizione sono:
- eliminazione assoluta delle farine animali
- controllo accurato dei bovini e del loro stato di salute
- riduzione del nostro consumo di carni a favore di un consumo di proteine di origine
vegetale con integrazione di molecole essenziali mediante il consumo di derivati del
latte(
si spera non sia vettore di prioni,anche se in
un caso si sospetta c'entri il suo consumo da parte di un bambino inlgese che poi ha
contratto la malattia
) e uova.
In futuro le nostre armi saranno:
- conoscenza approfondita dei fenomeni di degenerazione causati dai prioni
"cattivi", e quindi:
- possibilità di curarne le devastanti conseguenze
- possibilità di bloccarne l'assorbimento a livello intestinale,in modo da impedirne la
risalita lungo le vie nervose
- le nuove abitudini alimentari,basate sul consumo sempre minore di proteine animali e
largo uso di "prodotti della terra" possibilmente sicuri,che fanno bene alla
nostra salute.
IO STUDIO MEDICINA,E HO APPENA
AFFRONTATO NEL CORSO DEI MIEI STUDI QUESTI PROBLEMI,ANCHE SE LE NOZIONI FORNITECI SONO
PIUTTOSTO GENERALI. TUTTAVIA SONO TRE ANNI CHE MI OCCUPO DI RICERCARE NOTIZIE E
INFORMAZIONI APPROFONDITE SULLE ENCEFALOPATIE SPONGIFORMI CHE SIANO FONDATE
SCIENTIFICAMENTE . RITENGO CHE LA SITUAZIONE SIA ABBASTANZA GRAVE,MA CI TENGO A
PRECISARE CHE SICURAMENTE NON BASTA VENIRE A CONTATTO CON UN SINGOLO PRIONE(O CON QUALCHE
PRIONE)PER CONTRARRE IL MORBO FATALE. PROBABILMENTE LA PROBABILITA' DI SVILUPPARE LA
MALATTIA E' DIRETTAMENTE PROPORZIONALE ALL'ENTITA' DELL'ASSUNZIONE. CON CIO' VOGLIO DIRE
CHE I SOGGETTI A RISCHIO SONO SENZA DUBBIO GLI INGLESI E,COLORO CHE HANNO CONSUMATO CARNI
INFETTE IN QUANTITA' ELEVATE.
MA QUESTA E' SOLO UNA MIA
SUPPOSIZIONE,AVVALORATA DAL FATTO CHE ALTRIMENTI I CASI SAREBBERO MOLTO PIU' ECCLATANTI.
PER QUEL CHE RIGUARDA LA SICUREZZA CON CUI IL NOSTRO MINISTRO DELLA SANITA' AFFERMA CHE LA
CARNE SIA ESENTE DA RISCHI,IO AVREI I MIEI DUBBI,COSI' COME I PIU' GRANDI STUDIOSI ED
ESPERTI DI PRIONI,IN QUANTO NELLA CARNE SCORRONO VASI SANGUIFERI E LINFATICI CHE
SICURAMENTE PRESENTANO,OVE CI SIA L'ANIMALE CONTAGIATO,I CARI PRIONI.
ANCHE SE DOVREMO
ASPETTARE,AHIME',UNA DECINA DI ANNI PER VERIFICARE LE CONSEGUENZE DI AVER RESO CANNIBALI
DEGLI ESSERI ERBIVORI QUALI SONO I BOVINI. PERCIO' DICO CHE QUESTO E' IL PIU' MESCHINO E
SQUALLIDO ESPERIMENTO MAI COMPIUTO NELLA STORIA DELLA SCIENZA. MA NON DA PARTE DI
SCIENZIATI,BENSI' DA PARTE DELL'ECONOMIA.
MA SOPRATTUTTO IO CONDANNO LA
CRIMINALE SOTTOVALUTAZIONE DIMOSTRATA DAI GOVERNI,DALLE AUTORITA' SANITARIE E DALLE
POTENTI LOBBY DEGLI ALLEVATORI ALLE PRESE CON LE EPIDEMIE DI "MUCCA PAZZA",CHE
SONO INIZIATE,PENSATE,BEN 15 ANNI FA.
Antonio Laselva
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| Vorrei
sapere...
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| Quali sono le parti dei bovini a
rischio?
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| Cervello, gelatine (possono contenere
tessuto neuronale), midollo spinale (non osseo), intestino, carni rimosse meccanicamente e
macinate in cui finiscono gangli nervosi (che servono come ingredienti per ripieni,
salsicce, hamburger).
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| Ci sono parti prive di rischio? La
cottura serve?
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| La carne magra di bovini con meno di
12 mesi non presenta problemi(così dicono,ma io ho i miei dubbi
). Il muscolo (bistecche e lombate) è considerato sicuro(ad essere onesti,va detto
che nel muscolo scorrono i vasi linfatici e i nervi,per cui...
). La cottura non uccide il prione e anche il congelamento mantiene la sua capacità
di infettare. L'unico modo per inattivare il patogeno consiste nel trattare i prodotti con
formalina o con candeggina ma...non credo sia tanto invitante una bistecca
"candeggiata".
CARI RAGAZZI,DIREI CHE C'E' BEN POCO DA FARE. LA
CARNE SI E' RIBELLATA! NON PER COLPA NOSTRA,MA NE PAGHIAMO LE CONSEGUENZE.
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